Dall’Italia al Portogallo in van: itinerario on the road

di Dania
immagine di una spiaggia e un'alta scogliera di roccia rossa

Un viaggio on the road attraverso il sud della Francia, i Paesi Baschi e la Spagna fino a raggiungere l’Algarve, la meravigliosa regione più a sud del Portogallo. Il nostro itinerario di viaggio dall’Italia al Portogallo in van, che può essere replicato anche in auto o camper.

Da tanto sognavo di vedere la costa selvaggia del Portogallo con le sue spiagge dorate e le scogliere imponenti bagnate dalle grandi onde dell’oceano. Quando, nell’estate dello scorso anno, abbiamo iniziato a pensare al viaggio da fare in settembre la meta l’abbiamo scelta velocemente: sia io che Cristian volevamo vedere l’Algarve, la regione più a sud del Paese.

Da grandi appassionati di road trip abbiamo presto scartato l’idea di prenotare un volo. Un viaggio on the road partendo dall’Italia ci avrebbe dato modo di vedere la costa portoghese e molti altri luoghi lungo il tragitto.

Prima della partenza ho studiato un itinerario in cui, in ogni tappa, avremmo visto un posto interessante senza deviare troppo dalla strada verso il Portogallo. Il bello dei lunghi road trip è proprio la possibilità di godersi tutto il viaggio, non solo la meta. Così il dieci settembre abbiamo caricato il nostro Fiat Scudo convertito a mini van e siamo partiti.

Se amate i viaggi on the road potreste voler visitare il paese dei road trip per eccellenza: il Western Australia

Dall’Italia al Portogallo attraverso Francia, Spagna e Paesi Baschi: itinerario on the road

Il nostro viaggio on the road dall’Italia all’Algarve è durato tre settimane e abbiamo percorso in tutto quasi 7000 chilometri.

In fondo all’articolo trovate tutte le informazioni sulle autostrade in Portogallo, Spagna e Francia mentre, per ogni tappa, il campeggio a cui ci siamo appoggiati.

mappa itinerario di viaggio on the road dall'Italia al Portogallo
Il nostro itinerario on the road

Prima tappa: Saint-Raphaël (Agay), Costa Azzurra

Devo ammettere che avevo un sacco di pregiudizi sulla Costa Azzurra. L’avevo sempre immaginata come un susseguirsi di porti per mega yacht e spiagge attrezzate, poco adatta a me che amo la natura. Facendo qualche ricerca ho scoperto che l’idea che avevo era sbagliata.

Saint-Raphaël è una cittadina racchiusa tra il mare e la natura selvaggia del massiccio dell’Esterel, che con le sue rocce rosse ricorda i canyon americani. Questo luogo mi è entrato nel cuore fin da subito percorrendo in auto la corniche d’Or al tramonto.

La strada costiera che collega Theoule-sur-Mer a Saint-Raphaël è meravigliosa, stretta tra le rocce dal colore infuocato e il mare blu. Vale assolutamente la pena uscire prima dall’autostrada e raggiungere Saint-Raphaël attraverso questa strada panoramica di circa 30 km.

immagine di una vista del mare tra le rocce rosse della scogliera

Questo luogo ci è talmente piaciuto che ci siamo fermati tre notti, in modo da poter dedicare due intere giornate all’esplorazione:

Dalla baia di Agay abbiamo percorso a piedi il sentier du Littoral risalendo la costa verso est, alla scoperta di bellissime calette come Calanque l’Ile des Vieilles, Calanque d’Anthéor e Calanque de la Baumette.

Il giorno dopo abbiamo percorso il sentiero dalla parte opposta: partiti da Plage du Pourrousset, all’estremità ovest della baia di Agay, abbiamo esplorato il selvaggio Cap Dramont, proseguendo fino al paesino di Boulouris, dove abbiamo scoperto una serie di piccole spiagge meravigliose racchiuse tra le rocce e bagnate dal mare turchese. Vi consiglio di non fermarvi nelle spiagge più grandi e facili da raggiungere ma di camminare ed esplorare, per trovare quella che più vi piace.

In tutta la zona ci sono anche diversi sentieri da percorrere in mountain bike e delle pareti d’arrampicata, impossibile annoiarsi!

immagine di un sentiero che attraversa una scogliera sul mare
Cap Dramont, percorrendo il sentier du Littoral

La nostra base per questi giorni in Costa Azzurra è stato il Camping Agay Soleil, un campeggio sul mare nella baia di Agay con strutture recenti e molto curate, dove siamo stati accolti dal personale gentilissimo. Abbiamo speso circa 20 euro a notte.

Campeggio sul mare ad Agay

Seconda tappa: le Mas-d’Azil, Midi Pirenei

Dopo due giorni di mare ci rimettiamo in viaggio per raggiungere un paesino nel Parco Naturale Regionale dei Pirenei. Allontanandoci dalla Costa Azzurra il paesaggio cambia velocemente: le città, sempre più rare, lasciano il posto a prati e boschi di un verde brillante.

Dopo quasi cinque ore raggiungiamo Carcassonne e, dopo averlo superato, usciamo dall’autostrada a Bram. Un’ora e mezza di guida tra campagne dorate e paesini da fiaba e arriviamo a Le Mas-d’Azil, nei Midi Pirenei. Sarà per il bel tempo che abbiamo trovato, una di quelle giornate dal cielo terso e l’aria frizzante tipiche di settembre, ma i colori e la natura di questi luoghi ci sono rimasti nel cuore.

Oltre al paesino, che merita di essere visto, nelle vicinanze ci sono le grotte du Mas-d’Azil, la Eglise de Raynaude et son calvaire e il lago de Filheit, anche se il Parco Naturale è molto vasto e sicuramente meraviglioso.

Noi ci siamo fermati poche ore ma ci piacerebbe tornare e vedere di più. Abbiamo passato la notte al campeggio Le Petit Pyreneen, immerso nel verde e lambito da un ruscello, poco distante dal paese. Una meraviglia!

Campeggio nel Parco Naturale Regionale dei Pirenei

immagine di un fiume tra la natura
La natura meravigliosa nel sud della Francia

Terza tappa: San Sebastián, Paesi Baschi

Dopo la colazione, una profumatissima baguette appena sfornata che avevamo prenotato il giorno prima alla reception del campeggio, ripartiamo. Rispetto al lungo viaggio del giorno prima questo ci sembra una passeggiata e dopo neanche quattro ore stiamo facendo il check in al campeggio che abbiamo scelto per queste due notti a San Sebastián.

In pochi minuti siamo in centro, entusiasti di andare alla scoperta di una città tanto affascinante e ricca di cultura e tradizioni, ma allo stesso tempo giovane e cosmopolita. Dopo una passeggiata tra le vie del centro e della città vecchia, tra eleganti palazzi, locali e negozi, siamo arrivati a uno dei luoghi simbolo di San Sebastián: la spiaggia della Concha.

Questa grande spiaggia dorata si trova in una baia racchiusa tra due alte colline ai lati e una piccola isola davanti. Alle spalle gli edifici della città formano una cornice che, con la luce del tramonto, si accende di colori rosati. È stato emozionante vederla per la prima volta proprio in questo momento magico.

immagine degli edifici della città di san Sebastian sulla spiaggia
La spiaggia della Concha a San Sebastián

Dopo aver visto l’oceano ci siamo immersi nella tradizione, che qui prende il nome di pintxos. I pintxos sono l’equivalente delle tapas spagnole, da mangiare accompagnati ad un bicchiere di vino o birra, girando di locale in locale dove assaggiare sempre qualcosa di diverso. Ed è così che abbiamo passato la serata, tra cibo delizioso e ottimo vino, consumati tra le stradine meravigliose della città vecchia.

Abbiamo trascorso la giornata successiva rilassandoci e nuotando alla Concha, comprando qualche prodotto tipico nei negozietti del centro e guardando i surfisti alla Zuriola, spiaggia meno protetta dove l’oceano fa sentire la sua forza.

A San Sebastián abbiamo passato due notti al Camping Igara, il più costoso (30 euro a notte), ma anche molto curato, spazioso e confortevole.

Campeggio a San Sebastián

Quarta tappa: Viseu, Portogallo

La mattina seguente ci mettiamo in viaggio verso il Portogallo.
Mi è dispiaciuto lasciare i Paesi Baschi, ci sarebbe tanto da vedere oltre a San Sebastián e anche solo attraversare in auto questi paesaggi aspri e dalla natura rigogliosa fa capire quanto sia affascinante e meravigliosa questa parte della Spagna.

Dal paesaggio montuoso dei Paesi Baschi passiamo alla pianura della sterminata campagna spagnola. Sei ore di autostrada passando Burgos, Valladolid e Salamanca, poi ricominciamo a vedere qualche altura e arriviamo finalmente al confine: siamo in Portogallo.

Viseu è una città antica che si trova su un altopiano tra la costa e le montagne. Sembra che i romani le avessero dato questo nome per le vista magnifica sul paesaggio circostante, e ad oggi è considerata la città portoghese con la migliore qualità di vita.

Antichi edifici in pietra, una cattedrale romanico-gotica dai campanili gemelli chiamata la Sè, le porte fortificate dai cui si accede al dedalo di vicoli medievali della città vecchia, ma anche musei e uno splendido parco dove fare una passeggiata tra i boschi e i giardini del vecchio palazzo vescovile: tutto questo è Viseu.

Immagine delle luci di una sagra in città

Viseu illuminata dalle luci della grande Feira de São Mateus

Noi siamo arrivati proprio nel periodo della Feira de São Mateus, che inizia a metà agosto e va avanti fino al 21 settembre: bancarelle, luna park e luminarie di ogni colore riempivano la città gremita di persone. Abbiamo approfittato per assaggiare i piatti tipici dello street food portoghese prima di salire alla città vecchia, camminare tra i suoi vicoli e goderci il panorama dalle mura.

A Viseu abbiamo passato la notte in hotel, l’unica di tutto il viaggio. In città sembra esserci solo una zona di sosta per i camper mentre un buon campeggio si trova a Vouzela, distante circa 30 km.

Quinta tappa: Figueira da Foz

Una veloce colazione e ci rimettiamo in viaggio. Un’ora e mezza di strada tra boschi di eucalipti e paesini e lasciamo la regione montuosa della Beira Alta per raggiungere la costa. Scendendo di quota abbiamo iniziato a notare una specie di fumo, abbiamo subito pensato agli incendi che ogni anno devastano queste zone ma, non sentendo il tipico odore, abbiamo capito che si trattava di nebbia.

Figueira da Foz è una località di mare, la più grande e animata della costa, su quella che sembra essere la spiaggia più estesa d’Europa. In estate è affollata, ma al nostro arrivo a metà settembre abbiamo trovato una città deserta, quasi tutti i locali e i negozi chiusi e una nebbia fitta che arrivava dall’oceano assieme ad un vento gelido.

Abbiamo comunque deciso di fermarci perché la spiaggia, vastissima e deserta, e l’oceano blu erano irresistibili, inoltre le previsioni meteo prevedevano un miglioramento.

immagine di una spiaggia deserta immersa nella nebbia
La spiaggia immensa di Figueira da Foz immersa nella nebbia

Purtroppo il meteo si sbagliava e al risveglio il giorno dopo abbiamo trovato una nebbia ancora più fitta. La situazione era la stessa in tutta la costa dell’Estremadura, Lisbona compresa, così abbiamo deciso di andare verso il sole e siamo partiti per l’Algarve.

A Figueira da Foz abbiamo passato una notte al Parque Municipal de Campismo. Molto basilare e un po’ datato ma ci siamo trovati bene, forse anche perchè avevamo praticamente tutto il campeggio per noi.

Campeggio a Figueira da Foz

Sesta tappa: Faro e la costa est dell’Algarve

Dopo circa quattro ore di guida lungo un’autostrada soleggiata e deserta (e piuttosto costosa) arriviamo a Faro. Questa parte di Algarve è un corollario di paesini bianchi e spiagge dorate, oceano smeraldino e alte falesie color rame. Abbiamo trascorso qualche giorno esplorando la costa e le spiagge, da quella di Armaçao de Pera, bellissima, ampia e dorata, a Praia da Senhora da Rocha, più rocciosa.

Immagine delle tipiche scogliere color rame in Algarve
La costa est dell'Algarve alterna grandi spiagge a magnifiche scogliere color rame

Abbiamo percorso il bel sentiero che da Praia da Albondeira, circa 5 km a ovest di Armaçao de Pera, si snoda sull’alta scogliera fino a raggiungere il minuscolo villaggio di Benagil. Lungo il percorso ci siamo fermati a fare un tuffo a Praia da Marinha, racchiusa tra le caratteristiche rocce di arenaria rossa, e ci siamo goduti la vista spettacolare sull’oceano. Il sentiero sulla scogliera, da Albondeira a Benagil, è di 4 km e si percorre facilmente; meglio avere un po’ d’acqua con sé, anche se sia a Praia de Marina che a Benagil ci sono bar/ristoranti.

immagine di una spiaggia protetta da un'alta scogliera
La bellissima vista dal senitero che si snoda lungo la scogliera

Questa parte della costa è la più turistica e frequentata dell’Algarve e in ogni località è possibile noleggiare kayak e SUP o prenotare un tour in barca o in catamarano.

Immagino che in piena stagione i campeggi siano piuttosto affollati, noi siamo rimasti un paio di notti al Parque de Campismo Canelas, molto grande e un po’ datato, ma anche economico: abbiamo speso 10 euro a notte. L’unico consiglio è di evitare i servizi del grande blocco centrale che sono un po’ angusti, molto meglio gli altri.

Campeggio ad Armaçao de Pera

Settima tappa: Lagos, Sagres e l’Algarve occidentale

Ripartiamo verso ovest, fermandoci lungo la strada giusto per un tuffo e un pranzo troppo unto e pesante – i piatti leggeri sono cosa rara in Portogallo – nel paesino di Alvor.

In quello che originariamente era un villaggio di pescatori, una manciata di casette bianche che scendono verso il mare, abbiamo fatto una passeggiata tra le stradine del centro fermandoci ad ammirare la bella Igreja Matriz, chiesetta in tipico stile manuelino. Abbiamo proseguito fino al porticciolo, dove le barche colorate dei pescatori ciondolavano tranquille sotto il sole del primo pomeriggio e poi siamo ripartiti verso Lagos.

La caratteristica Igreja Matriz ad Alvor

È a Luz, piccola località sul mare vicino a Lagos, che abbiamo trovato il luogo ideale in cui fermarci per ben sette giorni, passati alla scoperta di tutte le spiagge possibili tra surf, nuotate e tentativi di bodyboard con una tavola decisamente inadatta alle onde dell’oceano (quelle del giornalaio a 9 euro. Dovevamo immaginarlo, lo so).

Immagine di un tramonto sul mare
immagine di una spiaggia e una scogliera all'orizzonte

In questa parte di costa abbiamo trovato l’Algarve selvaggio e autentico che tanto desideravamo vedere, una zona rimasta incontaminata grazie al Parque Natural da Costa Vicentina che vieta la costruzione di grandi edifici che purtroppo altrove rovinano il paesaggio.

Percorrendo le strade che si snodano tra colline dalla bassa vegetazione e viste magnifiche sull’oceano, abbiamo setacciato la costa sud da Lagos a Sagres, tornando più volte a Zavial, dove onde abbastanza forti ma non troppo grandi creano lo spot perfetto per i surfisti alle prime armi. Sia a Lagos che a Sagres è possibile noleggiare tavole da surf o prenotare delle lezioni di gruppo con l’istruttore.

immagine di surfisti tra le onde dell'oceano
Surfisti a Zavial
immagine di una scogliera sull'oceano
immagine di una scogliera sull'oceano

Le imponenti scogliere nei dintorni di Sagres

La costa ovest, da Sagres a Aljezur, che si affaccia direttamente sull’oceano Atlantico è ancora più selvaggia e meno sviluppata, frequentata quasi esclusivamente da surfisti e camperisti. Le spiagge, racchiuse tra imponenti scogliere, sono battute dal vento e da forti correnti ma sono meravigliose. Io ho adorato Praia do Amado, una grande baia sabbiosa dove l’oceano è spumeggiante e l’infrangersi delle onde crea grandi nuvole di vapore salmastro. Sulla spiaggia ci sono due piccoli chioschi e una scuola di surf. Si raggiunge dal paese di Carapateira.

immagine di una spiaggia bagnata dall'oceano
L'oceano spumeggiante a Praia do Amado
immagine di una spiaggia sull'oceano
Immagine di una spiaggia bagnata dall'oceano

Praia do Amado, una delle più belle della costa ovest dell’Algarve

La base per la nostra settimana in Algarve è stato il Parque de Campismo de Valverde, a Luz. Inizialmente questo campeggio è stato un ripiego -avevo letto tante recensioni negative e ne avevo scelto un altro, che però era al completo- ma abbiamo finito per passarci sette giorni, rinnovando di giorno in giorno, quindi direi che ci siamo trovati bene. Le recensioni parlavano di pulizia insufficiente ma durante la nostra permanenza non l’ho mai notato, forse perchè eravamo in pochi ospiti. Abbiamo speso 20 euro a notte.

Campeggio in Algarve

Ottava tappa: Gibilterra e la Costa del Sol, Spagna

Dopo una settimana meravigliosa in Algarve iniziamo il rientro verso casa. Non avevamo programmato tappe da questo momento in poi perché fino all’ultimo siamo stati indecisi se proseguire finendo il giro della penisola iberica o se tornare indietro risalendo il Portogallo.

Il clima è stato decisivo nella scelta finale: un po’ provati dal vento battente della costa portoghese ci siamo diretti verso il Mediterraneo, pregustando i 28 gradi e la totale assenza di vento che lo schermo del telefono segnalava nella Costa del Sol.

Questa tappa nel sud della Spagna è l’unica che cambierei di tutto l’itinerario. La Costa del Sol è super turistica e per quel poco che abbiamo visto è un susseguirsi di spiagge attrezzate e hotel, villaggi turistici e centri commerciali. Trovandoci in zona siamo stati a Gibilterra (altra pessima idea), dove abbiamo perso una giornata imbottigliati nel traffico e passeggiando senza meta tra le strade del centro di una città-stato in cui non abbiamo trovato niente di davvero interessante da vedere.

Con il senno di poi sarebbe stato meglio fermarsi a Siviglia, città dal grande fascino che abbiamo solo intravisto dalla strada oppure, per restare sulla costa, visitare Jerez de la Frontera o il Parque Nacional de Donana, uno dei più importanti parchi naturali della Spagna. Il campeggio non lo metto, andate altrove!

immagine di una spiaggia con due barchette arenate
Una calda serata sulla Costa del Sol

Nona tappa: Barcellona

Dopo due notti sulla Costa del Sol ci rimettiamo in viaggio. L’autostrada che da Malaga risale la costa fino a Barcellona è costosa e molto trafficata, inoltre il traffico è rallentato dai continui caselli per il pagamento dei pedaggi. Dato che non avevamo intenzione di fermarci a vedere qualcosa lungo la costa abbiamo deciso di prendere la E5 verso Madrid e Saragozza.

Abbiamo viaggiato lungo una strada deserta e completamente gratuita, più di 1000 km attraverso una campagna piatta e sterminata e bellissime montagne dai pendii coperti mandorli.

Nel tardo pomeriggio eravamo a Matarò, vicino a Barcellona, dove abbiamo passato una notte in un campeggio sul mare. Il Camping Barcelona è molto bello e curato,  offre bus navetta gratuiti verso le spiagge ed è ben collegato alla città attraverso i mezzi pubblici. Per una notte abbiamo speso 28 euro.

Campeggio a Barcellona

Decima ed ultima tappa: le Calaques de Cassis, Costa Azzurra

Una bella dormita per recuperare le forze dal lungo viaggio attraverso la Spagna e ci rimettiamo in strada verso l’ultima tappa di questo on the road dalla’Italia al Portogallo. Abbiamo deciso di fermarci due notti in Costa Azzurra per vedere le famose calanche di Cassis.

Il paesino sul mare ha un centro ricco di boutique, ristoranti tipici ed enoteche dove uomini e donne eleganti sorseggiano vin de sable, mentre backpackers arruffati attraversano il dedalo di stradine diretti alle numerose falesie che fanno delle Calanques il paradiso dei climbers.

Dalla spiaggia del paese parte un percorso sugli scogli che, dopo aver fatto il giro del promontorio, si collega al sentiero che porta alle Calanque de Port-Miou, de Port-Pin e d’en-Vau.

Lo abbiamo percorso tutto e ho adorato la prima parte sugli scogli con il mare aperto, di un blu intenso, proprio sotto di noi. Sulle rocce ci sono alcuni spiazzi per prendere il sole con le tipiche scalette per risalire dopo aver fatto un tuffo rinfrescante, e a fine settembre abbiamo visto pochissime persone su quel tratto.

immagine di una pineta a ridosso del mare
immagine di un sentiero che porta verso il mare

Il sentiero che collega le Calanques regala scorci meravigliosi

Anche le Calanques sono meravigliose ma decisamente più affollate. Quella che più mi è piaciuta è la selvaggia Calanque d’en Vau, un lungo fiordo di acqua cristallina e alte falesie, raggiungibile percorrendo un sentiero ghiaioso e a tratti molto ripido (per i pigri c’è l’opzione barca).

Per fare questa camminata sono necessarie delle buone scarpe da ginnastica e una bottiglia d’acqua a testa: tutto il sentiero è al sole e da Port-Miou in poi non ci sono bar o ristoranti dove poter prendere da bere o mangiare.

immagine di un fiordo con una barca ormeggiata
immagine di una spiaggia con il mare dall'acqua cristallina

Calanque de Port-Pin e l’acqua cristallina a d’en-Vau

A Cassis abbiamo passato due notti al Camping Les Cigales. Niente di speciale, servizi vecchi e pulizia appena sufficiente. Lo abbiamo scelto perché è l’unico in paese e volevamo evitare di spostare il van, dato che i parcheggi sono rari e costosi. Abbiamo pagato 25 euro a notte.

Campeggio a Cassis

Dall’Italia al Portogallo in macchina: costi e informazioni sulle autostrade

Autostrade in Francia

Avevo la convinzione che le autostrade francesi fossero molto costose, credo sia un’opinione comune, quelle cose che si danno per certe perché si sono sentite ripetere più volte. Ma quanto costa davvero il pedaggio delle autostrade in Francia?

Confrontando gli scontrini francesi -molto precisi, riportano non solo il luogo di entrata e uscita ma anche i km percorsi- con quelli italiani ho scoperto che il costo per km delle autostrade in Francia è uguale a quello delle autostrade italiane, e si aggira sui 0,09 euro per km (in classe 1, ovvero per una normale macchina o piccolo van come il nostro).

La differenza è che nelle autostrade francesi il pedaggio va pagato in ogni città o comune. In zone densamente popolate come la Costa Azzurra ci si deve fermare spesso, e trovarsi imbottigliati nel traffico delle ore di punta (tipo alle 17.00) può essere snervante.

Pagare l’autostrada in Francia è semplice, ogni casello è attrezzato per il pagamento con carte di credito o debito ma si può pagare anche in contanti, una scorta di monetine è utile!

Autostrade in Spagna

In Spagna non tutte le autostrade si pagano, nelle zone rurali (tutto il centro del paese praticamente) si possono percorrere centinaia di km gratuitamente.

Noi abbiamo pagato l’autostrada per il breve tratto percorso nei Paesi Baschi, mentre la E-80 che da Burgos porta a Valladolid e Salamanca e poi in Portogallo è completamente gratuita.

Rientrando dal sud della Spagna abbiamo pagato il tratto che da Gibilterra porta a Malaga, anche qui i numerosi caselli ogni pochi km costringono a fermarsi di frequente, mentre per gli 830 km da Malaga a Saragozza l’autostrada è gratuita.

Anche nelle autostrade spagnole si può pagare il pedaggio in contanti o carte fermandosi ai caselli dove quasi sempre c’è un addetto.

Autostrade in Portogallo

Ci sono alcune cose da sapere sulle autostrade portoghesi, soprattutto se si attraversa il Paese con la propria auto o camper e non con un mezzo a noleggio.

Autostrade in Portogallo: il pagamento elettronico

Nella maggior parte delle autostrade in Portogallo sono in uso i caselli quindi, come in Italia, si prende il biglietto in entrata e si paga consegnandolo al casello in uscita.

Molte altre tratte invece utilizzano delle telecamere per il riconoscimento della targa e il pagamento avviene in modo elettronico. Questo metodo è indicato come Easytoll, ecco come funziona:

All’arrivo in Portogallo è necessario registrare la targa del veicolo a cui bisogna collegare una carta di credito. La registrazione si fa attraverso una biglietteria automatica che si trova direttamente in autostrada, nei punti di confine del Paese. È ben segnalata ma non ci sono caselli quindi bisogna fare attenzione e accostare.
La procedura è semplice e veloce, basta inserire alcuni dati e la di carta di credito che NON PUÒ essere una prepagata, questa è una cosa importante da tenere a mente, altrimenti non riuscirete a completare la registrazione.

Fatto questo potrete percorrere tranquillamente tutte le autostrade portoghesi a pagamento elettronico (Easytoll). Il costo del tragitto è indicato su dei cartelli a bordo strada e verrà automaticamente addebitato sulla carta.

Ci sono altri modi di pagare le autostrade portoghesi, ad esempio noleggiando un telepass o acquistando delle carte prepagate: Tollcard e Tollservice.
Tollservice può essere interessante perché, con un costo di 20 euro, dà la possibilità di usare le autostrade in modo illimitato per 3 giorni, però si può acquistare solo negli aeroporti di Faro e Porto o nelle aree di servizio lungo la A24.

Autostrade in Portogallo: costo dei pedaggi

Le autostrade in Portogallo sono abbastanza costose. Se in Italia e Francia il costo medio per km è di 0,09 euro, in Portogallo sale a 0,15 euro. Per i 370 km che abbiamo percorso da Pombal a Paderne (vicino a Faro) abbiamo speso ben 58,80 euro.

Se volete risparmiare potete percorrere le strade secondarie, come fanno in genere i portoghesi, che però sono abbastanza trafficate e richiedono molto tempo.

Viaggiare in Portogallo: il clima in settembre

Le guide danno settembre come il mese perfetto per un viaggio in Algarve ma se non si ha intenzione di visitare le città e l’entroterra, dove può fare parecchio caldo, bisogna tenere in considerazione alcune cose. Ecco cosa ho imparato dalla nostra esperienza:

Il clima sulla costa è molto ventilato. In alcune spiagge, soprattutto verso Sagres e sulla costa ovest il vento non dà tregua e a meno che non ci sia un riparo è difficile stare distesi a prendere il sole, un’impresa riscaldarsi dopo aver fatto il bagno.

Un’altra caratteristica del clima portoghese è la forte umidità. Dimenticare un asciugamano steso all’aperto durante la notte significa trovarlo completamente zuppo il giorno dopo.

Durante tutto il viaggio abbiamo avuto spesso freddo e la temperatura di giorno difficilmente saliva sopra i 22-23 gradi che comunque, a causa del vento, sembravano meno.

Se avete domande sull’itinerario, le autostrade o volete maggiori informazioni sui campeggi scrivetemi nei commenti, sarò felice di rispondere!

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2 comments

Mirka 10 Novembre 2021 - 12:33

Ciao molto interessante. Posso chiederti delle info? Il mio viaggio in van sarà a dicembre circa 12 GG. Francia del sud costa orientale e Andalusia. Mi interessava chiederti su aree di sosta e campeggi e autostrade così come la E5 che dicevi per tornare su in modo da non pagare ancora caselli. Mi rispondi via mail?

Reply
Dania 10 Novembre 2021 - 19:37

Ciao Mirka, se posso ti aiuto volentieri!
Per aree di sosta e campeggi ti consiglio di usare l’app Park4night (probabilmente la conoscerai già) dove trovi tantissime informazioni. Per quanto riguarda le autostrade sia quelle francesi che quella sulla costa spagnola sono a pagamento, la E5 è quella che dal sud sale verso Madrid e poi per riavvicinarti alla costa puoi seguire per Saragozza e poi Barcellona. Se non ricordo male il tratto da Saragozza a Barcellona è a pagamento. Se hai bisogno di altre info scrivimi pure 🙂

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